Sunday, May 07, 2006

LA STORIA DELLA SALERNITANA

la prima società sportiva salernitana che si interessi al calcio nasce nel 1911 e viene chiamata US Salernitana, fusione di due società sportive salernitane, una di baronissi ed una di san severino; dopo due anni di scarsa attività però, quando il calcio inizia a diventare popolare in città, questa società si scioglie mentre uno studente del liceo Tasso, Donato Vestuti, fonda nel febbraio del 1913 il Foot Ball Club Salerno.Grazie a questa società viene approntato il primo terreno di gioco in piazza d'armi e si disputa la prima partita ufficiale della storia della nostra città; vincerè la Foot Ball Club Salerno contro la Foot Ball Club Settembrini con il punteggio di 2 a 0. negli anni immediatamente successivi la società di Vestuti continua la sua attività nei campionati locali fin quando lo scoppio della prima guerra mondiale e la chiamata alle armi di Vestuti stesso ne provoca lo scioglimento.nel 1919 viene costituita una nuova società, l'Unione Sportiva Salernitana, con presidente Adalgiso Onesti; la casacca scelta è a righe verticali bianche e celesti. la società, nel 1920 si iscrive al campionato di serie B ed è subito un successo: in finalissima contro il Brasiliano, squadra partenopea, dopo una sconfitta per 5 a 0 in trasferta ed analogo risultato, ma a nostro favore, in casa, vince infatti la finalissima in quanto gli avversari non si presentano a nocera, teatro designato per la "bella". l'Unione Sportiva Salernitana, così, è promossa nella massima serie.i risultati, negli anni a seguire, non sono più però così brillanti; Onesti passa la mano a Renato De Crescenzo; seguono comunque insuccessi ed un'inutile fusione con l'altra squadra cittadina, l'Audax; più volte inoltre si "passano" la presidenza Settimio Mobilio e Adalgiso Onesti.nel 1927 viene fondata la Unione Sportiva Salernitana Fascista, che cambia la divisa sociale in maglia azzurra.negli anni successivi più volte la salernitana sfiora la promozione in massima serie senza centrarla.. nel 1932 incappa nella sconfitta più pesante della storia: un bruciante 8 a 0 a forlì. in questi anni la salernitana lancia Valese che sarà uno dei giocatori più cari nella memoria dei tifosi salernitani. nel 1935 intanto, i campionati vengono ridisegnati e la Salernitana viene iscritta al campionato di serie C.continua la successione di presidenti ma la musica non cambia fino al 1943; finalmente la squadra azzurra, dopo aver travolto tutti in campionato, stravince le finali e riapproda in serie cadetta; l'urlo di gioia verrà a breve stroncato dall'inizio dei bombardamenti della seconda guerra mondiale che causano decine di migliaia di morti. dopo la seconda guerra mondiale si organizza un campionato regionale misto, vinto dalla salernitana nonostante la squalifica a tempo indeterminato del campo di gioco per i tafferugli scoppiati in seguito a un derby con il napoli.l'anno dopo, per ripartire, la federazione organizza un campionato misto di serie A e serie B; l'anno dopo la salernitana verrà iscritta nel girone meridionale del campionato di serie B.è l'anno 1947, la salernitana domina il campionato ed il 21 giugno viene promossa in serie A; gli eroi della promozione sono Iacovazzo, Margiotta, Valese, Onorato e Vaschetto.la salernitana non è tecnicamente attrezzata per un campionato di serie A ma può contare sull'estro di Gipo Viani, geniale allenatore che inventa un modulo chiamato per anni il Vianema, e che sarà il ruolo del libero, fatto interpretare ad arte da Gipo a Piccinini, nonno del popolare giornalista. la salernitana conduce un campionato dignitoso e meriterebbe la salvezza ma, alla fine della stagione, viene "sacrificata" con arbitraggi vergognosi a favore della roma, che ottiene la salvezza a scapito della nostra squadra.nel 1949 la tragedia di superga, che vide trovare la morte tutti i componenti del Grande Torino, suscita molta emozione in città, al punto che la nuova società, presieduta da Marcantonio Ferro , decide di adottare, dall'anno successivo, la casacca granata che resterà per sempre il colore della salernitana.nei primi anni 50 la salernitana colleziona campionati negativi o anonimi; il crollo avviene nel 1955 quando il presidente Ferro lascia il timone e la squadra viene affidata al comune. l'anno dopo, puntuale, arriva la retrocessione in C che avvia l'epoca più triste per la salernitana, nonostante si alternino, alla gestione della società, varie personalità del comune di salerno, come Guariglia e Fulgione.all'inizio degli anni 60, sotto la presidenza di Gagliardi, la salernitana punta decisamente al ritorno in serie cadetta. nel 1961-62 disputa ad esempio un grande campionato, che la vede però seconda alle spalle del foggia, che conquista la promozione; stessa musica nell'anno successivo quando, dopo un inizio scoppiettante, la salernitana cede. in una drammatica sfida con il potenza, nei tumulti scoppiati durante l'incontro viene ucciso il tifoso Giuseppe Plaitano, primo morto negli stadi italiani. uno dei più numerosi gruppi ultras di salerno porta il suo nome dal 1978.dopo un paio di annate deludenti la salernitana si presenta al campionato 1965-66 non accreditata dei favori dei pronostici. i ragazzi allenati da Tom Rosati, invece, si dimostrano formazione terribile, trascinati dal giovane bomber Pierino Prati. Per l'ultima partita, un recupero a L'Aquila, c'è il primo storico esodo della tifoseria salernitana. i 5000 tifosi ospiti presenti, grazie al punto ottenuto, possono festeggiare finalmente il ritorno in serie B.la primavera dura poco: il confermato Rosati non ripete il miracolo e la salernitana, con un pessimo campionato, torna malinconicamente in serie C. gli anni seguenti offrono campionati deludenti nei quali la Salernitana non accarezza mai il ritorno in serie cadetta. nel 1970, per tentare di nuovo il grande salto, viene richiamato l'indimenticato Tom Rosati al timone della salernitana. la squadra è brillante ma si ritrova contro un grande sorrento. alla fine saranno i sorrentini a spuntarla, nelle ultimissime giornate, e la salernitana, seconda, mastica l'amaro di un altro campionato di C, sperando che sia l'ultimo....nel 71-72 la salernitana parte benissimo e contende la promozione a brindisi e lecce; un inspiegabile crollo, però, compromette le ambizioni di promozione. le polemiche interne portano alle dimissioni di tutta la dirigenza; la squadra resta guidata dal commissario Americo Vessa e conclude al terzo posto la stagione.gli anni successivi sono caratterizzati da un graduale calo, al punto da rischiare la retrocessione in serie D; arriva allora una nuova gestione: Pietro Esposito è il nuovo presidente. campagna acquisti faraonica e grande inizio di stagione riportano l'entusiasmo a salerno; purtroppo però la squadra cala, anche a causa della poca credibilità del presidente, e il campionato si conclude a metà classifica.la gestione esposito continua fino allo sfascio totale e continuano campionati anonimi; nel 1977 la situazione societaria si risolve e viene fondata la Salernitana Sport S.p.A.; la salernitana disputa un buon campionato anche grazie ai gol di Costante Tivelli.nel 78-79, grazie alla ristrutturazione dei campionati, la salernitana è iscritta alla nuova categoria denominata C1. la squadra, molto ambiziosa, non centra la promozione; esordisce a salerno uno dei portieri più significativi degli ultimi decenni per il calcio italiano: Walter Zenga; nonostante alcune prestazioni non esaltanti il portierino, allora 18enne, fu sempre incitato ed applaudito dal pubblico granata.nell'anno successivo una formazione molto forte non è accompagnato da pari efficienza societaria.. tra cambi al timone e messe in mora la salernitana rimanda ancora il salto di categoria e perde anche la soddisfazione della coppa italia di serie C, vinta dal padova che batte i granata in finale.il campionato 1980-81, anonimo e con salvezza agguantata per i capelli o quasi, è segnato principalmente dal tragico terremoto del 23 novembre 1980, che squarcia campania e basilicata. il vestuti, che dopo anni ed anni ha avuto una pista di atletica davvero all'avanguardia, rifatta per ospitare competizioni di primo livello, ospita le roulotte dei senzatetto, che danneggiano l'impianto appena costruito. i gravi incidenti scoppiati nella partita con la sambenedettese portano ad una squalifica del vestuti addirittura di 7 mesi.nel 1981-82 ai nastri di partenza si presenta una salernitana che non parte con i favori del pronostico. invece i ragazzi allenati da Romano Mattè, che mostrano per la prima volta sulla casacca la sponsorizzazione del pastificio Antonio Amato, disputano un campionato brillante che culmina nella vittoria sull'arezzo capolista, firmata dal bomber Giovanni Zaccaro. il malaugurato pareggio del campobasso a pochi minuti dalla fine, però, nello scontro diretto al vestuti, tarpa le ali alla squadra che lotta fino all'ultima giornata per una promozione che non arriverà.nei due anni successivi, oltre all'ennesimo cambio societario (ora il presidente diviene Arcangelo Iapicca) seguono campionati incolore; va un po' meglio nell'84-85 con un quarto posto e l'ammissione alla Coppa Italia di serie A e B.Arrivano gli anni della Fi.Sa, una cordata di 58 imprenditori salernitani. Giampiero Ghio, brillante allenatore dell'anno precedente, viene esonerato nella prima metà della stagione, complice una stampa che, con un eufemismo, definiremo malevola nei suoi confronti. La stagione è, come spesso accade da anni, anonima, nonostante l'ingaggio di uno dei più grandi bomber mai visti a salerno: Totò De Vitis. L'anno dopo, nel corso dell'ennesimo campionato deludente, arriva al timone della società un nuovo presidente: Peppino Soglia, che promette l'agognata B ai tifosi.É l'87-88, la salernitana sbanca il calciomercato. Oltre al mister Tobia, specialista in promozioni, acquista giocatori di categoria superiore per travolgere tutti in campionato. In granata arrivano Cozzella, Bagnato, Sciannimanico, Crialesi e, al mercato di ottobre, anche Totò De Falco, che l'anno prima a trieste ha battuto il record di gol fatti in qualsiasi campionato professionistico.I risultati saranno alterni e la B, anche stavolta, è rimandata.La salernitana parte con i favori del pronostico anche l'anno dopo; fiore all'occhiello della campagna acquisti è Agostino Di Bartolomei, campione di Roma e Milan venuto a chiudere la carriera a salerno; si racconta di una vecchia promessa fatta in tal senso a sua moglie, cilentana.La stagione però nasce male, con una sconfitta a battipaglia in coppa italia (peraltro riscattata al ritorno), succede di tutto e addirittura Di Bartolomei finisce fuori squadra. Sarà Leonardia portare alla salvezza una squadra che avrebbe dovuto spaccare il mondo.1989-90, forse l'anno più bello, più indimenticabile per i tifosi granata nati dagli anni 70 in su.Nonostante un clima elettrico in città, Soglia allestisce una squadra perfetta in ogni ruolo, con giocatori anche avanti negli anni (Lucchetti, Della Monica, Di Bartolomei) ma finalmente in grado di fare la differenza. Salernitana e Taranto dominano il campionato; la prima sconfitta per i granata giunge solo all'ultima di andata, un secco 3 a 0, peraltro non rispecchiante i valori in campo, preso proprio a Taranto.La rimonta finale di Giarre e Casertana ed una sciagurata sconfitta in casa contro il Palermo alla terzultima giornata fanno tremare il popolo granata, ma un gol di Di Bartolomei a Brindisi rimette tutto a posto. Dopo 24 anni la salernitana ritorna in serie B. la stagione era iniziata con una coreografia, in curva sud, che diceva "NO ALLE NOZZE D'ARGENTO". missione compiuta.Nel 1990-91 viene inaugurato il nuovo Stadio Arechi, dopo 24 campionati la Salernitana è di nuovo in serie B.La campagna acquisti è abbastanza importante, vengono ingaggiati giocatori esperti per la categoria come Lombardi, Gasperini, Pasa, ma manca la prima punta in grado di sbloccare i risultati. Il confermato Carruezzo e i nuovi Martini e Pisicchio non si dimostrano all’altezza del campionato cadetto, e infatti la Salernitana si dimostra squadra ostica, perde poco, ma di contro vince poco a causa della sterilità del reparto offensivo. Il solo Pasa con i suoi calci da fermo riesce a tenere a galla la Salernitana, che però si scava la fossa con le proprie mani, facendo pochissimi punti negli scontri diretti, raccogliendone invece nelle partite con squadre di vetta. Questa situazione fa sì che la quota sì salvezza si alzi e con 36 punti la Salernitana è costretta a disputare uno spareggio salvezza con il Cosenza a Pescara. Il gol di Marulla nel secondo tempo supplementare sancisce il ritorno della Salernitana in serie C dopo un solo campionato cadetto.La retrocessione dalla B e il ritorno in terza serie, è segnato dalla definitiva uscita di scena degli imprenditori salernitani. Pasquale Casillo il “re del grano” attraverso il rag. Capone acquista il 94% delle azioni della compagine granata stravolgendone i quadri societari, ingaggiando Peppe Cannella quale D.S. e Diodato Abbagnara quale segretario, carica che ricopre a tutt’oggi a distanza di 14 anni. Dal punto di vista tecnico viene ingaggiato Giovanni Simonelli, detto “il professore” nomignolo conseguente alle 2 lauree di cui è in possesso.L’inizio campionato va al di là delle più rosee aspettative, la squadra raggiunge il primo posto in condominio con la Ternana grazie ai gol di D’Isidoro. Ma a metà campionato comincia una lunga crisi di risultati che porterà all’esonero di Simonelli e all’ingaggio di Tarcisio Burgnich, che riuscirà nell’obiettivo di salvare la squadra; correva l'anno 1991-92.Il campionato 1992-93 segna l’inizio della costruzione tecnica della squadra che l’anno successivo vincerà il campionato. Arriva la colonia dei siciliani, dal Licata di Sonzogni, ingaggiato come allenatore, giungono Grimaudo, Tudisco, De Silvestro, a ottobre vengono acquistati Caramel e Pisano. La squadra si dimostra molto solida in difesa con Genovese tra i pali, e inanella una serie di 22 partite senza sconfitte. Nel momento topico però qualcosa si inceppa, il rigore fallito da Strada nello scontro diretto casalingo contro l’Acireale tarpa definitivamente le ali alla Salernitana che si deve accontentare del 5° posto. Ma le basi sono state poste.Nel 93-94 dal Foggia arriva Delio Rossi, allenatore delle squadre giovanili rossonere.Si parte nello scetticismo più totale, emblematico l’episodio a Lagonegro nella seconda fase del ritiro precampionato, quando per protesta alcuni tifosi invasero il campo e interruppero l’allenamento per manifestare il loro scontento verso la scelta di quell’allenatore semisconosciuto. Di lui si sa solamente che è un seguace delle idee di Zeman, avendolo avuto come allenatore. La contestazione si trasferisce a Salerno, il pubblico diserta le prime giornate di campionato, la squadra non decolla, ma nel mercato di riparazione l’ingaggio di giocatori più esperti come Chimenti, Tosto e Breda trasformano la squadra. Gli schemi di Rossi vengono assimilati alla perfezione, la squadra macina risultati e gioco, i tagli di Ricchetti e De Silvestro, le invenzioni di Strada, le finalizzazioni di Pisano che risulterà il capocannoniere del campionato, la solidità del centrocampo che con Breda e Tudisco assicura filtro e sostanza e anche le ottime prestazioni del pacchetto difensivo in cui si mette in mostra un ragazzino di 20 anni, Salvatore Fresi, permettono alla squadra di raggiungere il terzo posto e giocarsi la promozione ai play off. Semifinale e finale non hanno storia, troppo netta è la superiorità della Salernitana che rifila 4 gol alla Lodigiani e 3 alla Juve Stabia nella finale del San Paolo con 25.000 tifosi granata festanti sugli spalti. Delio Rossi diventa il profeta. 1994-95: Inizia l’era Aliberti.L’imprenditore di San Giuseppe Vesuviano rileva la società, anche se c’è ancora in atto un contenzioso giudiziario tra lui e Casillo, ex amici. La squadra viene confermata quasi nella sua interezza, gli innesti pochi e di secondo piano, De Florio, Conca e Bettarini vanno ad integrare la rosa che l’anno precedente aveva vinto il campionato.La Salernitana affronta il salto di categoria con la stessa disinvoltura e con un’insperata personalità, in qualsiasi stadio si giochi la squadra è accompagnata da migliaia di tifosi. Qualche sconfitta di troppo negli scontri diretti, costringe la Salernitana a giocarsi la serie A all’ultima giornata con la partita spareggio a Bergamo, match in cui ancora una volta la Salernitana raccoglie meno di quel che meriterebbe, e un’Atalanta in evidente affanno sfrutta la maggior esperienza, con i gol di Ganz e Valentini che rendono inutile il provvisorio pareggio di Strada, e conquista la serie A.Rossi va via, un debito di riconoscenza verso Casillo che lo ha lanciato nel grande calcio, lo porta ad allenare il Foggia.La squadra viene affidata a Franco Colomba grande ex mezz’ala degli anni 70/80, che conta solo un’esperienza tra i professionisti in C2 col Novara.La squadra non sembra risentire del cambio tecnico e continua a frequentare i quartieri alti della classifica di serie B. Il momento topico della stagione è quello della vittoria per 3-1 a Foggia, con quella sconfitta interna Rossi viene esonerato; la vendetta sportiva si è compiuta.Anche in questo campionato la Salernitana arriva a giocarsi la serie A all’ultima giornata, ma stavolta non in uno scontro diretto: i granata devono obbligatoriamente vincere a Pescara e sperare che il Perugina non riesca a battere il Verona. Per un quarto d’ora l’impresa riesce, ma prima il pareggio di Giampaolo per gli abruzzesi e poi il gol del Perugina relegano nuovamente la Salernitana al 5° posto.Nel 96-97 per la prima volta il mercato della Salernitana guarda all’estero.Vengono ingaggiati dapprima Ferrier e Jansen, 2 giocatori olandesi che in precampionato sembrano poter infuocare la platea dell’Arechi, successivamente arrivano Tiatto (un australiano che dimostrerà di essere un ottimo giocatore solo quando lascerà Salerno per la Premiership), e Masinga, sudafricano che invece risulterà decisivo per la salvezza della squadra. Infatti dopo 3 campionati di vertice l’onda lunga determinata dai risultati e dall’impostazione di Delio Rossi sembra esaurirsi. La squadra non gira, e la sconfitta, o meglio la disfatta di Reggio Calabria determina l’esonero di Colomba e l’avvento di Franco Varrella sulla panchina.Il pubblico non abbandona la squadra, la sostiene, riempie l’Arechi ed esplode in un grido di liberazione quando Masinga insacca il gol decisivo con il Castel di Sangro. Da segnalare anche l’ingaggio di Ciccio Dell’Anno che conferisce un maggior tasso tecnico e di esperienza.Le sofferenze dell’anno precedente convincono Aliberti ad ingaggiare l’unica persona in grado di far sognare di nuovo la tifoseria granata. Con una mossa a sorpresa sulla panchina granata nel 1997-98 torna a sedersi Delio Rossi.La squadra viene completamente stravolta, giungono Balli, Ferrara (già bandiera granata a metà degli anni 80), Cudini, Franceschini, Tosto (anche per lui un graditissimo ritorno) Giovanni e Giacomo Tedesco, Di Vaio, Artistico, De Cesare, Greco.La squadra è una gioiosa macchina da guerra, frantuma tutti i record, maggior numero di punti per un campionato di serie B, miglior attacco, minor numero di sconfitte e Di Vaio capocannoniere. L’apice si raggiunge il 14 dicembre 1997, quando dinanzi a 2.000 tifosi granata, la Salernitana si impone per 3-0 al Penzo di Venezia, scavalcano l’11 di Novellino e conservano la testa del campionato fino al termine. Purtroppo la festa per la promozione matematica in serie A viene rovinata dalla tragedia che il 5 maggio colpisce le popolazioni di Sarno, Siano e Bracigliano. Il pubblico salernitano riesce a reprimere la propria gioia e con compostezza rimanda le feste in segno di lutto. Dopo 50 anni la Salernitana è in serie A.
1999-2000: Si torna in serie B. La squadra è affidata ad
Adriano Cadregari, la società riesce a trattenere la maggior parte dei giocatori dell’anno precedente, vengono ceduti solo Balli, Di Vaio e Gattuso.Le prime giornate servono a capire che l’avventura di Cadregari a Salerno durerà pochissimo, e infatti alla quinta giornata, dopo la sconfitta col Genoa, Cadregari viene esonerato e Cagni si siede sulla panchina granata.Anche grazie al mercato autunnale, nel quale vengono acquistati Lorieri, Melosi e Guidoni, la squadra riesce ad ottenere risultati importanti che la portano ai margini della zona promozione, soprattutto dopo la vittoria interna per 2-0 contro il Brescia, una delle favorite per la vittoria del campionato. Ma solo una settimana di follia segna in modo indelebile questo campionato: a Monza la Salernitana ottiene uno scialbo pareggio e Aliberti esonera Cagni e richiama Cadregari, che non fa in tempo a prendere 3 gol in casa col Savoia e torna in vacanza. La squadra riaffidata a Cagni ha un sussulto di orgoglio e batte la Sampdoria al Marassi per 4 a 2 con una prestazione superlativa dei 2 gioielli Di Michele e Vannucchi, pareggia in casa con l’Atalanta e vince a Fermo. La sconfitta di Vicenza preclude ogni possibilità di rientrare nella zona promozione.Nel 2000-01 la Salernitana si affida nuovamente ad Oddo. La stagione è molto deludente, la squadra si trova nei bassifondi della classifica, il tecnico trapanese viene esonerato.Al suo posto arriva Nedo Sonetti, un allenatore molto navigato che ottiene subito una vittoria in casa con la Pistoiese con un gol di Di Michele.Nemmeno l’esperienza del tecnico toscano basta a risollevare le sorti di un campionato deludente. 14 punti in altrettante partite segnano il destino di Sonetti che deve lasciare la panchina a Oddo, il quale, sfruttando il talento di Di Michele riesce a concludere al meglio una stagione molto scialba che si chiude con un interlocutorio 15° posto. Una delle poche note positive è l’esordio del difensore ivoriano Marc Zoro, mentre la nota più negativa è che perdendo in casa col Torino, la Salernitana consente ai granata piemontesi di strappare il record dei punti detenuto dalla Salernitana di Delio Rossi.Dopo un corteggiamento durato molti anni, Aliberti riesce nel suo sogno di ingaggiare Zdenek Zeman, il contropersonaggio per antonomasia del mondo calcistico.Come sua abitudine il tecnico boemo si affida ad una squadra composta da giocatori provenienti dalle serie minori, i confermati dalle stagioni precedenti sono Soviero, Botticella, Fusco, Olivi, Cardinale, Zoro, Campedelli, Vignaroli, tornano Del Grosso, Tamburini e Giacomo Tedesco e la rosa viene integrata dagli acquisti di Camorani, Bellotto, Arcadio, Di Vicino e Gioacchini. La stagione non inizia nei migliori dei modi, e la sconfitta interna col Messina fa pensare all’ennesimo cambio tecnico, ma stavolta non accade, troppa è la fiducia che Aliberti ripone in Zeman, e i fatti gli danno ragione. La Salernitana con 5 vittorie consecutive, tra cui quella nel derby casalingo con il Napoli, riesce ad agganciare il treno promozione, ma l’inopinata sconfitta interna col Genoa stoppa in maniera definitiva la rincorsa granata che chiudono ingloriosamente senza vittorie le ultime 10 partite.A conferma degli schemi offensivi di Zeman, Vignaroli per poco non vince la classifica dei cannonieri arrivando a quota 21, quota che l’attaccante brianzolo non avrebbe mai più avvicinato.Il 2002-03 si apre con un estenuante diatriba tra Aliberti e Zeman, che fino all’esordio in coppa Italia con la Ternana tiene sulle spine la dirigenza, firmando il contratto solo la mattina della partita.I rapporti sono deteriorati, e come già accadde con Rossi, questa contrapposizione tra patron e tecnico segnerà negativamente tutta la stagione. Zeman non gode più della fiducia di Aliberti, il quale gli fa terra bruciata intorno licenziando ad uno ad uno tutti i collaboratori del boemo.La squadra è notevolmente indebolita dal mercato, e a dicembre in seguito a 2 pareggi con Triestina in casa e a Cosenza Zeman viene esonerato, con la squadra ultima a 12 punti.Viene ingaggiato nuovamente Varrella, con la speranza che ripeta la salvezza di 7 anni prima, vengono ceduti quasi tutti i giocatori della rosa che aveva iniziato e acquistati una dozzina di giocatori. Pochissimi i sussulti positivi di quella stagione e la conseguenza naturale è la retrocessione in serie C dopo 9 anni. Ma la sorpresa è dietro l’angolo.Gli innumerevoli errori commessi dalla Federazione nella questione Catania, la faccenda delle fideiussioni false, costringono la stessa Federazione a bloccare le retrocessioni e la Salernitana si ritrova in serie B.La squadra costruita per affrontare il campionato di terza serie viene integrata con alcune pedine per affrontare al meglio il campionato cadetto. Bogdani, Bombardini, Caballero e Veron provengono dalla serie A, ma solo i primi 2 saranno impiegati dall’allenatore Pioli, gli altri saranno rispediti al mittente a gennaio.La squadra gioca discretamente, riesce a conseguire 5 vittorie fuori casa, sfrutta al meglio la tecnica sopraffina di Di Vicino e di Bombardini fino a quando la condizione sorregge l’ex romanista, il lavoro di Longo e il rilancio di Breda a centrocampo, la buona solidità difensiva, e riesce ad arrivare alla soglia della zona play off.Ma l’aggancio non riesce e una serie di risultati negativi (6 sconfitte) costringono la Salernitana a guardarsi alle spalle. La vittoria di Terni con doppietta di Tulli, consegna la salvezza virtuale alla Salernitana. 8 agosto 2004, nel vecchio e glorioso stadio Vestuti viene presentata la Salernitana che avrebbe affrontato la nuova stagione agonistica. 8.000 tifosi festanti sono convinti del buon operato della società durante il mercato estivo, che indubbiamente ha portato a Salerno ottimi giocatori di categoria e giovani di belle speranze: Brunner, Ferrarese, Terni, Borgobello, Palladino, Benjamin, Coppola, Mendil, Zaniolo, Lanzaro, Gregori. La panchina è affidata al tecnico argentino Ammazzalorso reduce da un’ottima stagione ad Ascoli. La Coppa Italia conferma le aspettative: 3 partite, altrettante vittorie con Avellino, Catania e Catanzaro, mentre in campionato la squadra stenta. Dopo sole 7 partite Ammazzalorso viene esonerato e al suo posto è ingaggiato Angelo Gregucci, che anche grazie agli ingaggi invernali di Ambrosio, Orfei e Polenghi, ma soprattutto allo stato di grazia di Davide Bombardini, riesce a conquistare la salvezza nella partita interna con l’Ascoli davanti ad una cornice di 25.000 spettatori. Ma il dramma sportivo per la Salernitana è dietro l’angolo, dopo 86 anni di storia la squadra viene estromessa dalla serie B per debiti fiscali.

1 Comments:

At 3:43 PM, Blogger Marcella Fioravanti said...

Ciao, sto scrivendo un libro su un giocatore che ha giocato nella salernitana dal 1951 al 1955. Sai dirmi se esiste un libro sulla storia della salernitana? grazie.
Marcella Fioravanti

 

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