Sunday, May 07, 2006

AMICIZIE E RIVALITA

Non sono moltissimi i gemellaggi o le amicizie tra gli ultras salernitani e le altre tifoserie. Fondamentalmente sono 2 i rapporti più sentiti e che negli ultimi anni si sono potuti rinsaldare grazie alla contemporanea partecipazione delle squadre nella medesima categoria: Bari e Reggio Calabria.
Il gemellaggio con i pugliesi nacque all’inizio degli anni 80, e fu suggellato nell’84, in una partita vinta dal
Bari al Vestuti per 2-1, dalla presenza in curva sud dello striscione Ultras degli UCN. Negli anni il gemellaggio si è sempre più rinsaldato anche grazie al fatto che le 2 squadre hanno quasi sempre militato nella stessa serie.
Anche il gemellaggio con i reggini, leggermente più recente, risale agli anni ’80. Si ricorda lo striscione WG nella curva sud di Reggio nel 1988. Ha toccato il suo apice nel 2002, quando la
Reggina si giocò la promozione in serie A proprio a Salerno nella penultima giornata di campionato. 5.000 tifosi amaranto, di cui almeno 1.500 insieme ai salernitani negli altri settori poterono festeggiare il salto categoria con la vittoria per 2-1.
Negli anni 80, quelli della serie C, ci furono altri rapporti di amicizia che però non hanno avuto seguito in quanto le squadre non si sono più incontrare: Andria, Monopoli e Barletta su tutte. Se nei primi 2 casi il rapporto fu subito basato su un reciproco rispetto, sfociato poi in un vero e proprio gemellaggio sancito con giri di campo e scambio di sciarpe, nel caso del Barletta gli accadimenti non furono proprio lineari. Infatti, negli anni 60 e 70 le 2 tifoserie erano acerrime rivali, ma a fine anni 80 un club salernitano, il Platano per la precisione, decise di instaurare un rapporto d’amicizia con la tifoseria biancorossa. Da quel momento, le partite tra Salernitana e Barletta divennero sicuramente più “tranquille”.
Negli anni 90, quelli della serie B, nacque un rapporto speciale con i tifosi
bresciani: fin dal primo campionato di cadetteria, anno 90/91, non ci fu mai nessun problema tra le 2 tifoserie, ma nel 97, a seguito di un tragico episodio, il rispetto si trasformò in un vero e proprio gemellaggio: un giovane tifoso bresciano, Roberto Bani, perse la vita cadendo nel fossato del settore ospiti dell’Arechi. La tifoseria salernitana si prodigò in aiuti anche economici per le cure e per il soggiorno dei familiari di Roberto a Salerno, che dopo qualche giorno di coma, purtroppo non ce la fece. Da quel momento, le 2 tifoserie, accomunate da quel tragico ricordo, hanno instaurato un bellissimo rapporto di amicizia.
Nell’ultimo campionato di B della Salernitana Sport, è nata una bellissima amicizia con la tifoseria
aretina, non ancora sancita da un vero e proprio gemellaggio, ma contraddistinta da ottima ospitalità sia all’andata a Salerno sia al ritorno ad Arezzo. Amicizia forse agevolata dal comune odio verso i perugini, che siamo sicuri si tramuterà in un gemellaggio al prossimo incontro tra le squadre.
Infine, vanno citate anche le tifoserie del Ravenna, con la quale sarà rinnovata l’amicizia quest’anno, della Turris e della Pagananese.Ecco le rivali....Partiamo con i derby, e in ordine temporale vanno subito menzionate Cavese e, in misura minore perché rivalità cercata soprattutto da loro, Nocerina. Sono queste delle rivalità che vanno oltre il semplice aspetto calcistico, rivalità vere, di campanile e che hanno caratterizzato i campionati di terza serie degli anni 70/80.
In ambito campano altra rivale storica è senza alcun minimo dubbio la Casertana. Anzi, per una certa generazione, quella dei nati intorno al 1970, forse rappresenta la rivalità più sentita, perché l’incontro tra le 2 squadre era di routine, avendo sempre militato in serie C. Ad onor del vero, i salernitani hanno sempre effettuato la trasferta in terra di lavoro, la stessa cosa non si può dire per i cugini, che hanno fatto la loro prima apparizione ufficiale in un Salernitana-Casertana del 92 all’Arechi. Al Vestuti, in effetti, i rossoblu non sono mai riusciti ad appendere i loro drappi, l’unica volta che organizzarono la trasferte, nel campionato 89/90 quando le 2 squadre battagliarono a lungo per la promozione, furono respinti alle porte del Vestuti senza avere l’onore di assistere a quella partita.
Di quegli anni sono altre 2 rivalità molto sentite: Messina e Taranto. Con i peloritani tutto ruotò intorno alla nostra amicizia con i loro dirimpettai, e sfociò in incidenti abbastanza gravi a metà anni 80, teatro degli scontri fu soprattutto il sottopassaggio di Via SS. Martiri Salernitani, strada adiacente al vecchio Vestuti. Anche negli anni seguenti, ad ogni occasione, gli incidenti non sono mai mancati: va citato l’episodio del campionato di serie B 90/91, quando i messinesi poterono lasciare lo stadio Arechi intorno alle 20, ben 3 ore dopo la fine della partita.
Un episodio relativo ai tarantini è quello del campionato 82/83. Il Taranto venne a giocarsi la promozione a Salerno, contro una Salernitana che non aveva nulla da chiedere al campionato. Per andare in B, i pugliesi dovevano vincere a Salerno. Erano in soprannumero, occupavano l’intero settore distinti, e la curva nord. Ad inizio partita ci fu la distribuzione di volantini che recitavano: “I tifosi tarantini salutano i tifosi salernitani”. Ma al fischio finale, il risultato rimase inchiodato sullo 0-0, e in B ci andò il Pescara. Gli incidenti che scoppiarono furono notevoli, e anche in quel caso i tifosi granata seppero tenere alto l’onore.
Da citare anche le rivalità con le umbre, prima con la Ternana, con gli episodi più significativi all’inizio degli anni’90, e successivamente con il Perugia dopo una partita di Coppa Italia a Salerno che segnò la rottura dell’amicizia prima esistente.
Venendo agli anni 90, le rivalità che si sono sviluppate hanno interessato anche le tifoserie settentrionali, ma il decennio è segnato soprattutto da quelle con Napoli e Avellino. Mai emerse ufficialmente causa partecipazione a campionati differenti, in quegli anni le rivalità sono esplose con tutti i crismi dell’ufficialità. Sfottò sugli spalti, e incidenti fuori dalla stadio hanno caratterizzato i campionati di B. Ad una trasferta di Avellino è legato uno degli striscioni più belli che i salernitani abbiano concepito: “CHE L’ITALIA LO SAPPIA, BREDA AL 76°”, striscione portato al seguito per parecchio tempo in ogni stadio d’Italia, per celebrare la rete del capitano che permise alla Salernitana di espugnare il Partenio (unico successo esterno negli scontri diretti tra le 2 squadre).
Con il Napoli tutto è nato allorquando i tifosi partenopei affiancarono gli stabiesi nella finale play off tra Salernitana e Juve Stabia. Fino ad allora si può dire che il rapporto tra le 2 tifoserie era di assoluta tranquillità, anche perché il Napoli ha sempre veleggiato in massima categoria. Da quel momento invece nacque l’inimicizia che è sfociata in vera e propria rivalità allorquando la Salernitana cominciò ad andare meglio del Napoli. Il sorpasso, mal digerito dai tifosi azzurri, avvenne nel 98, quando la Salernitana fu promossa in serie A e il Napoli retrocesso in B. 2 campionati successivi le squadre si ritrovarono rivali in cadetteria, e da allora gli scontri tra tifosi hanno sempre fatto da scenario alle partite in campo.
Per quanto riguarda le tifoserie settentrionali, vanno elencate sicuramente le rivalità con i fiorentini, i veronesi e i bergamaschi. Anche in questo caso c’è un aneddoto per ognuna delle 3 squadre.
In ordine cronologico, la rivalità con l’Atalanta nasce nella stagione 94/95, quella del ritorno in serie B della Salernitana. Le 2 squadre furono impegnate fino all’ultima giornata in un entusiasmante testa a testa per la promozione. Lo scontro diretto allo stadio orobico, sancì la promozione in A dei bergamaschi, ma i 5000 salernitani al seguito si fecero molto onore prima durante e dopo la partita, dentro e fuori allo stadio.
Con il Verona, l’apice fu toccato nella stagione 97/98. Negli anni precedenti pur con qualche scaramuccia, l’incontro tra le 2 squadre non segnò mai incidenti gravi, ma nella stagione che vide il ritorno della Salernitana in serie A, la partita al Bentegodi fu funestata da scontri durissimi tra salernitani e veronesi prima della partita, e con i celerini durante.
Con i fiorentini, i rapporti furono immediatamente burrascosi, già la partita d’andata al Franchi fu caratterizzata da incidenti intorno alla stazione di Campo Marte, ma la causa scatenante fu l’incontro Fiorentina-Grassopher di coppa Uefa che si svolse all’Arechi per la squalifica del Franchi. Un petardo esploso ai piedi del guardialinee svedese, fece scattare la sconfitta a tavolino per la Fiorentina e la conseguente eliminazione dalla competizione europea.
Ce ne sono tante altre di squadre da citare, come non ricordare gli scontri con cosentini, pescaresi, stabiesi, foggiani,

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